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RICCIONE E DINTORNI

Sulla via Flaminia, antica strada romana, che da Rimini porta a Roma, un gruppo di case, con una stazione di posta costituiva il primo nucleo antico di Riccione, nome che deriva probabilmente  dalla definizione della sella del cavaliere " salire in arcione.

"Nel 1260 si insedia a Riccione la famiglia fiorentina degli AGOLANTI, legati ai signori Malatesta, dei quali rimangono tuttora  i resti del CASTELLO sulla collina della citta'.
Le origini del turismo risalgono alla fine dell'Ottocento, quando cominciano a sorgere in citta' eleganti residenze, grazie alla costruzione della linea ferroviaria Bologna - Ancona.


Riccione, Castello degli Agolanti
Porto Canale Riccione
Un'impronta decisiva alla citta' la si deve grazie ai coniugi Ceccarini, in particolare alla Signora Maria Boorman Ceccarini, che contribui' al rifacimento del porto canale, alla costruzione dell'ospedale, e a tante altre iniziative sociali.
Benito Mussolini, nel 1934, acquista una villa a Riccione, che diviene sua residenza estiva per 10 anni. D'allora e soprattutto dopo la guerra Riccione diviene una delle principali mete di turismo della riviera Romagnola, per giovani e famiglie.


L"ENTROTERRA

L'entroterra di Riccione e Rimini deve alla presenza di un insieme di rilievi collinari e di due fiumi, il Marecchia e il Conca, la sua conformazione assai varia e pittoresca. Si tratta di un territorio fertile, percorso da una fitta rete di strade che lo collega  alle Regioni vicine.

Per la sua posizione, fra gli Appennini ed il mare, ha sempre costituito una zona di passaggio, e quindi di incontro fra diverse culture, ma anche di contesa e di scontro.
Infatti, negli anni centrali del 1400, in questo territorio consolidarono il loro dominio i due importanti signori Sigismondo e Federico, rappresentanti delle casate dei Malatesta e dei Montefeltro. La ricchezza di torri, rocche e castelli, che ancora oggi caratterizza il nostro territorio, suddiviso in importanti 15 comuni, testimoniano  i trecento anni di storia di queste importanti famiglie.  


Gradara. A 142 metri s.l.m. si erge Gradara, antichissimo borgo, risalente forse all’epoca romana.I Malatesta, che vi si insediarono attorno al 1260, costruirono la Rocca racchiudendola in due alte cinte murarie, ed ancor oggi è possibile visitarla.
Nel 1631 la Rocca insieme al tutto il Ducato di Pesaro e Urbino passa allo Stato Pontificio ed infine nel 1983 dopo essere stato per oltre 60 anni in mani private diventa proprietà dello stato.
La fama di Gradara è indubbiamente legata al poema dantesco, che narra la travolgente e tragica storia d’ amore di Paolo e Francesca.
Gradara
Montefiore
Montefiore È la capitale medioevale della vallata del conca e uno dei paesi della signoria dei Malatesta più integri e affascinanti.
Sarà per la Rocca (del 1300) imponente con le sue linee severe che si scorgono sin dal mare, saranno i boschi e le campagne che circondano il centro storico, saranno le sue botteghe di artigiani (i vasai in Via Roma), la Porta Curina i suoi fiori lungo le vie, la vista dei monti dell'Appennino e di tutta la costa romagnola.
Non a caso Montefiore rientra nel prestigioso circuito dei "Borghi più belli d'Italia".

Madonna di Bonora
Tante sono le occasioni di spettacolo, feste, concerti, mostre e corsi d'arte.

Nelle sue vicinanze si trova il famoso santuario “ Madonna Bonora”, risalente al 1400 e tuttora testimone di una fervida devozione popolare.
(www.santuariodibonora.it)


Santarcangelo "Città d'Arte" fu costruita in epoca romana, i primi insediamenti risalgono al 268 a.C..
La costruzione della grande Via Emilia favorì gia a quei tempi il commercio e l'aumento della popolazione diventando nei secoli una delle cittadine più suggestive e interessanti del Riminese.Il centro storico è molto vivo fatto di case e palazzi ben curati e di strade strette che conducono a piazzette sempre molto animate.
Anche le "Grotte Tufacee" rivestono grande interesse sorgendo su un reticolo di belle e misteriosi cunicoli al cui interno sono ricavati spazi di notevole valore architettonico come la Rocca Malatestiana (fortezza del XIV secolo).
Santarcangelo

Verucchio
Verucchio Tra il IX e il VII secolo avanti Cristo viveva a Verucchio un popolo evoluto, si sostiene di origine etrusca, che ha lasciato testimonianze d'arte e cultura incredibilmente raffinate.
Si tratta della cosiddetta Civiltà Villanoviana che, dopo numerose campagne di scavo, possiamo oggi conoscere attraverso tessuti rarissimi, oggetti in legno, ceramiche, preziosi gioielli , armi e strumenti della vita quotidiana. Praticamente unico il grande trono di legno intarsiato che è stato rinvenuto. Tutti questi reperti sono raccolti nel Museo Civico Archeologico ospitato nell’ antico monastero di Sant’Agostino:
la qualità degli oggetti esposti e l'ambientazione ne fanno un museo di rilievo internazionale.Per tradizione  Verucchio è detta ‘Culla dei Malatesta’, perchè questa casata, per circa trecento anni, governò la citta’ potenziando le strutture difensive ed arricchendo il borgo di opere civili e religiose.

San Leo
San Leo si erge su una rupe considerata inespugnabile. Il centro storico di impronta seicentesca è costituito da un complesso monumentale unico nel suo genere che fa di San Leo una vera "città d'arte" con: Pieve romanica (sec, IX), Duomo (sec.XII), Torre campanaria, Convento di Sant'Igne (sec.XII),e la Rocca con la prigione dove fu rinchiuso Cagliostro.Iscrizioni marmoree e stemmi gentilizi fregiano i palazzi cinque-seicenteschi, che si affacciano sulla piazza, salotto della cittadina ove si colgono tutte le voci e gli odori, soprattutto quelli dell'eccellente cucina locale. Un clima di bellezza e suggestione, di serenità e di pace è ciò che San Leo offre in una cornice di storia e di arte tra le più belle d'Italia.
 
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